mar 29, 2014 - Biografie, Calcio, sport    No Comments

Antonio Conte, il centrocampista col “vizietto del gol”

Dopo Franco Causio, la città di Lecce ha dato i natali a un altro calciatore capace di raggiungere livelli altissimi: stiamo parlando, naturalmente, di Antonio Conte che, proprio come il vecchio “barone”, ha legato gli anni migliori della carriera alla Juventus arrivando addirittura a diventarne il capitano.

Nato nel capoluogo salentino il 31 luglio 1969, Conte crebbe nelle giovanili giallorosse segnalandosi ben presto come un centrocampista di notevole corsa ma anche di una non indifferente sagacia tattica. Fu quella vecchia volpe di Eugenio Fascetti, all’epoca trainer del Lecce, il primo ad accorgersi di lui, facendolo esordire in serie A il 6 aprile 1986 alla tenerissima età di 16 anni, 8 mesi e 6 giorni. Quella stagione si concluse con l’amara retrocessione in B dei salentini (che però si tolsero la soddisfazione di decidere le sorti del campionato con la famosa vittoria a Roma per 3-2), ma si trattò solo un fugace arrivederci.

antonio-conte-lecceIl Lecce, infatti, tornò nella massima serie dopo soli due anni sotto la guida di un altro marpione della panchina, Carletto Mazzone, che, gradualmente, assegnò una maglia da titolare al giovane Conte facendone un perno importante della squadra. Il fantastico ciclo leccese dei Barbas e Pasculli si concluse nel  ‘91 con un mesto ritorno in B, anche perché il focoso tecnico romano era stato nel frattempo sostituito dall’inadeguato Boniek (un “colpo di sole” del solitamente efficacissimo duo Jurlano-Cataldo), ma Conte nella cadetteria ci rimase solo per pochissimi mesi: nell’ottobre del ’91 il bravo Antonio venne acquistato dalla Juventus, espressamente richiesto da un Giovanni Trapattoni alla ricerca di una valida alternativa per il suo centrocampo. Una prima stagione fra campo (poco) e panchina (tanta), poi dal ’92-93 l’enfant-prodige leccese prese possesso della maglia da titolare della mediana bianconera non lasciandola più fino a oggi (se non per causa di forza maggiore: vedi i tanti infortuni).

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mar 28, 2014 - Biografie, Calcio, sport    No Comments

Franco Causio, il barone del calcio italiano

La Puglia ha prodotto tanti calciatori di ottimo livello ma nessuno, probabilmente, ha raggiunto le vette toccate da Franco Causio da Lecce (dove è nato il 1° febbraio 1949), una delle più forti ali italiane di ogni epoca.

Fu Attilio Adamo, trainer delle giovanili del club giallorosso, ad accorgersi prima di tutti di quel tipetto dal dribbling facile e dalla personalità spiccata che già a 16 anni fece il suo esordio in prima squadra. Causio passò poi alla Sambenedettese prima di essere adocchiato dai talent-scout della Juventus che, come è noto, hanno sempre avuto la vista lunga. Heriberto Herrera lo fece esordire in serie A a Mantova il 21 gennaio 1968, poi la dirigenza bianconera ritenne che per completare il suo percorso formativo fossero necessari un paio di stagioni a battagliare sui caldissimi campi del meridione, prima alla Reggina in B e poi al Palermo in A.

Franco Causio in nazionaleCausio tornò alla casa-madre juventina soltanto nel 1970: non era ancora titolare fisso (la concorrenza interna era fortissima), ma riuscì lo stesso a realizzare il consistente bottino di 6 reti che gli valsero le prime convocazioni nelle nazionali giovanili. La stagione successiva, con Cesto Vycpalek in panchina, la Juventus si aggiudicò il 14° scudetto della sua storia e Causio fu uno dei protagonisti principali tanto da meritarsi anche la fiducia del C.T. della Nazionale Valcareggi, che lo fece esordire in azzurro il 29 aprile 1972 a Milano contro il Belgio. Nacque proprio a quei tempi il soprannome che lo avrebbe accompagnato per tutta la carriera: il “barone“. Un po’ tutti pensano che il nomignolo sia dovuto all’eleganza con cui si muoveva sul rettangolo di gioco, ma in realtà pare che sia nato da un’esclamazione di Dino Zoff durante un raduno della Nazionale, quando, dopo averlo visto vestito come un damerino, lo apostrofò davanti a tutti i compagni dicendogli “Ma come sei elegante, sembri proprio un barone“! Un altro soprannome con cui Franco Causio è passato alla storia, questo di più facile interpetazione, è “Brazil“.

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feb 26, 2014 - Biografie, Musica    No Comments

Pink Floyd: piccola biografia della grande band inglese

I Pink Floyd prendono forma nella Londra underground di metà anni Sessanta, per opera di tre studenti di architettura – il bassista Roger Waters, il batterista Nick Mason e il tastierista Richard Wright – a cui si aggiunge poco più tardi il cantante e chitarrista Syd Barrett. In realtà il nome originario della band era Tea Set, poi fu lo stesso Barrett a suggerire la denominazione definitiva in onore dei suoi due bluesman preferiti, Pink Anderson e Floyd Council.

Fin dalle prime esibizioni nei pub londinesi, la band si fa notare, oltre che per lo straripante talento musicale, anche per il sistematico uso di effetti visivi che trasformano i loro concerti in light show.

Dark Side of the Moon dei Pink FloydIl 1967 è un anno decisivo per i Pink Floyd: escono sia il primo singolo Arnold Layne che il primo album The piper at the gates of dawn, pietra miliare del rock psichedelico grazie a brani come Astronomy Domine ed Interstellar overdrive. Il disco resta purtroppo l’unica perla di Syd Barrett, che a causa di disturbi mentali provocati dal massiccio uso di Lsd viene allontanato dalla band. Al suo posto subentra David Gilmour, amico di vecchia data di Waters.

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feb 15, 2014 - Biografie, sport    No Comments

Gianluca Pozzi, lo zingaro del tennis

Il 2003 ha segnato l’addio all’attività agonistica di Gianluca Pozzi, il miglior tennista pugliese di sempre ed uno fra i più forti in Italia nell’ultimo decennio. Alla fine anche un atleta “sempreverde” come lui ha dovuto arrendersi al verdetto inappellabile della carta d’identità che quest’anno è arrivata a segnare ben 38 anni. Un risultato eccezionale, perchè mentre tutti i suoi coetanei si sono ormai ritirati da un bel pezzo, il nostro Gianluca ha continuato imperterrito a duellare ad armi pari con avversari molto più giovani di lui, alcuni dei quali avrebbero potuto essergli figli.

Nato a Bari il 17 giugno 1965, ha iniziato a praticare lo sport della racchetta presso il locale Circolo Tennis mostrando subito del talento, specialmente nei colpi mancini al volo. Sistematicamente ignorato dalla federazione italiana, a 19 anni ha salutato amici e parenti per iniziare una lunghissima frequentazione dei tornei challenger in ogni parte del globo, meritandosi l’appellativo di “zingaro del tennis“. Oggi Pozzi ricorda con soddisfazione mista a divertimento che, a quei tempi, durante i tornei era costretto dal conto in banca che stentava a crescere ad alloggiare in alberghi di dubbia fama…

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feb 15, 2014 - Eventi, sport    No Comments

Nadal vince il torneo ATP di Barletta 2003

Si chiama Rafael Nadal, è nato a Manacor (isola di Maiorca, in Spagna) il 3 giugno 1986 ed è probabilmente, insieme al francese Richard Gasquet, il più fulgido talento del tennis mondiale. Per il momento, mentre i suoi coetanei si contendono ancora i tornei juniores, colleziona ottimi risultati nei Challenger (prima della vittoria di Barletta era stato finalista ad Amburgo, Cherbourg e Cagliari) ma ben presto lo vedremo duellare con i migliori specialisti del “rosso” nel circuito maggiore, magari già dai prossimi tornei di Montecarlo, Roma e Parigi.

3357e657ebb59504d4cddeb48c8afbb8.jpgLa vittoria nell’edizione 2003 del Challenger ATP di Barletta “Città della Disfida” (25.000 $, terra rossa) di Nadal è giunta al termine di una settimana in cui il giovane tennista iberico ha lasciato intravedere tutto il suo repertorio fatto di colpi al volo di precisione, fiuto per gli angoli stretti e grande potenza da fondocampo, frutto di un mancino già devastante. Il suo cammino non è stato facile: Ramirez Hidalgo, l’italo-argentino Vassallo-Arguello, il connazionale Montanes e l’ostico tedesco Behrend lo hanno seriamente impensierito nella corsa verso la finale. Nell’atto conclusivo del torneo, dalla parte opposta della rete, ha trovato l’altro connazionale (il torneo di Barletta, come al solito, è stato terreno di caccia dell’Armada spagnola) Albert Portas, solido ed esperto (29 anni, vincitore del Master Series di Amburgo nel 2001) terraiolo di professione che soltanto qualche mese fa gli aveva inflitto una sonora lezione nelle semifinali del Challenger di Barcelona (secco 6-2/6-1).

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