Nov 2, 2001 - Calcio, Eventi    No Comments

I Divella rilanceranno il Bari?

Forse ci siamo. Dopo oltre 20 anni di dittatura-Matarrese sembra che ai vertici del Bari Calcio possa esserci l’agognato (almeno per la stragrande maggioranza della tifoseria) passaggio di consegne. Il presidentissimo Vincenzo Matarrese ha infatti annunciato le dimissioni sue e dell’intero Consiglio d’Amministrazione ed ha aperto (pare) una trattativa per la cessione della società con i possibili successori, Vincenzo Divella & Co.

Dovremmo essere giunti, quindi, alla fine di un periodo fra i più travagliati del sodalizio biancorosso: l’amara retrocessione dello scorso anno, una campagna d’acquisti in tono minore, il poco esaltante inizio di stagione della squadra, il tentativo d’aggressione al termine della partita (persa, naturalmente) con il Crotone e la totale sfiducia del tifo organizzato e non (a tal proposito i numeri sono impietosi: 2.500 spettatori in media nelle prime tre gare casalinghe di campionato e sciopero del tifo a oltranza), hanno portato ad una situazione non più sostenibile. È ormai innegabile che i Matarrese non possano più rimanere alla guida del Bari.

Eppure gli attuali proprietari hanno fatto, in tutti questi anni, del loro meglio per garantire alla città una squadra all’altezza delle ambizioni di una tifoseria fra le più esigenti. Nove campionati di serie A, 4 promozioni dalla B e 1 dalla C1, testimoniano di un impegno costante e attento. Siamo al sud, non scordiamocelo, miliardi da “buttare” nel calcio non ce ne sono e le altre realtà calcistiche del Meridione sono forse messe peggio del Bari: il Napoli è alla deriva, il Palermo è stato “colonizzato” da Franco Sensi, la Reggina è anch’essa amaramente retrocessa, Avellino, Catania e Foggia annaspano in serie C; solo il Lecce si fa largo, ma alle sue spalle vigila il colosso Banca 121.

I Matarrese forse hanno fatto quello che hanno potuto, un anno (‘91-92) hanno anche cercato di allestire una squadra da zona UEFA acquistando la star del calcio inglese David Platt e altra gente di valore ma sappiamo tutti come è andata a finire. Altri calciatori di ottimo livello sono giunti a Bari in questi anni: da Gordon Cowans a João Paulo, da Pietro Maiellaro a Sandro Tovalieri, e poi Kenneth Andersson, Igor Protti, Antonio Di Gennaro, Paolo Monelli, Klas Ingesson, ecc. Per non parlare della valorizzazione di giovani talenti prodotti dall’eccellente vivaio o pescati nelle serie minori quali il crack Antonio Cassano, ma anche Carbone, Bigica, Lorenzo Amoruso, Mangone, Gautieri, Zambrotta,Ventola, Bressan, De Ascentis, Sala, Generoso Rossi, ecc. Una politica di basso profilo, quella del compri a poco e vendi (subito) a molto, ma forse l’unica possibile per non dissanguare le casse societarie. Ma ai tifosi bianco-rossi tutto questo non è mai bastato. Conoscono le potenzialità della città, si beano di uno stadio, il San Nicola, fra i migliori in Italia, e soprattutto guardano con ammirazione mista a invidia (perchè loro si e noi no?) verso quei piccoli club che attraverso un’oculata gestione hanno saputo ritagliarsi un piccolo ma importante spazio nel calcio europeo: Atalanta, Udinese, Cagliari, Vicenza, squadre che negli ultimi anni sono riuscite, anche per una sola volta, a giocare le coppe continentali. Il Bari mai: sempre e solo risicate salvezze conquistate all’ultimo minuto dell’ultima giornata, quando andava bene e non si finiva invece dritti in B. Adesso però è giunta l’ora di voltare pagina. Definitivamente.

Ma chi sono i possibili futuri proprietari del Bari? Dovrebbe trattarsi (il condizionale è d’obbligo perchè ci sono ancora molti punti oscuri) di una cordata capeggiata dai “re della pasta” rutiglianesi, i cugini Franco e Vincenzo Divella, e composta, inoltre, dalla famiglia Ferri di Corato, proprietari di un’azienda leader nel settore della grande distribuzione, da Daniele De Gennaro, titolare dello Sheraton Nicolaus Hotel di Bari e da altri personaggi di cui, per ora, s’ignorano i connotati. Si tratta, come potete ben leggere, di imprenditori di successo: soprattutto i Divella ormai da anni esportano pasta in tutto il mondo e hanno già ricoperto incarichi di altissimo prestigio (Franco è stato presidente della Fiera del Levante e Vincenzo della Camera di Commercio). Sono stati i primi a “scendere in campo” apertamente dichiarando di essere pronti ad acquistare il Bari. Fino a pochissimi giorni fa Matarrese non era disposto a vendere ma gli ultimi avvenimenti che hanno fatto precipitare la situazione, hanno dato lo scossone decisivo per l’apertura ufficiale della trattativa.

Costo dell’operazione, 100 miliardi, lira più lira meno. Si può fare.


Raffaele Dambra
Articolo scritto per Itinera Puglia il 2 novembre 2001

I Divella rilanceranno il Bari?ultima modifica: 2001-11-02T17:17:39+00:00da raffaeledambra
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