Mar 26, 2001 - sport    No Comments

Il caso Cassano

sportivi nati in puglia,calcioIn questi giorni è scoppiato il caso Cassano: il gioiellino barese ha lasciato il ritiro della nazionale Under 21 prima della sfida con la Lituania, ufficialmente a causa della pubalgia ma più verosimilmente perché non ha gradito, lui che si sentiva titolare inamovibile, l’esclusione per scelta tecnica dalla delicata gara contro la Romania da parte del C.T. Gentile.
È successo un piccolo finimondo nel quale hanno voluto dire la loro sia i censori (Matteo Ferrari, Fascetti, Trapattoni) che i difensori (il suo procuratore Bozzo, Regalia, lo stesso Gentile) del comportamento dell’attaccante azzurro.
L’unica cosa certa è che questa stagione non è stata molto positiva per Cassano, almeno per quanto riguarda l’aspetto puramente tecnico (ehm, dal punto di vista economico invece…). Proviamo a capire perché.

Innanzitutto una premessa: Antonio Cassano è un vero fuoriclasse. I “colpi” che ha ci mostrato in questo primo scorcio di carriera lasciano ben pochi dubbi. Alla sua giovanissima età (è nato il 12 luglio 1982) ben pochi talenti avevano fatto vedere le stesse mirabilie: Baggio, per esempio, poi Del Piero, Totti, Mancini e pochi altri. Insomma, il futuro del calcio italiano deve essere (e sarà) assolutamente lui.
Però, forse (anzi togliamo pure il forse), ha ancora molto da imparare su come ci si debba comportare in uno sport, il calcio, non individuale ma di squadra nel quale bisogna rispettare delle ferree regole affinché l’armonia del gruppo, che sta alla base di ogni successo, sia sempre salvaguardata.

Il ragazzo è fragile: natali umili, infanzia difficile, ambiente esterno non proprio chic. Questo mix di fattori ha fatto in modo che Cassano sia si cresciuto caratterialmente forte ed estroverso (anche troppo a volte…), ma contemporaneamente anche timoroso e diffidente. Il calcio lo ha aiutato molto, la società del Bari, accortasi ben presto di avere tra le mani un “tesoro inestimabile”, lo ha supportato in ogni maniera. Si pensava anche che un allenatore della tempra di Eugenio Fascetti fosse l’ideale per completare l’educazione sportiva (e non solo) del talento della città vecchia: in effetti all’inizio è stato così e le cose sono andate abbastanza bene. Il ragazzino di 17 anni lo scorso campionato ha stupito l’intera platea calcistica nazionale. Anche questa stagione sembrava nata sotto i migliori auspici con le belle prestazioni con la maglia dell’Under 21; ma ad un tratto qualcosa si è inceppato.

La stagione con il Bari, come già accennato, non è stata eccezionale: colpa di chi? Della squadra, certo, troppo poco competitiva; d’altronde Cassano non è ancora in grado di vincere le partite da solo, non può ancora esserne in grado. Qui forse è sorto un equivoco: i tifosi del Bari pensavano che il buon Antonio cominciasse ogni domenica a saltare gli avversari come birilli, come in quella famosa notte dicembrina allorquando annientò l’intera difesa dell’Inter. Impossibile. Probabilmente ha sbagliato anche Fascetti: troppo impegnato nel tentativo di rianimare una squadra alla deriva, non si è più occupato come avrebbe dovuto del suo talento, ricorrendo con lui solo ad inutili e dannosi metodi semi-punitivi quali l’imposizione di un lungo silenzio-stampa, frequenti sostituzioni ed ultimamente anche un’assurda panchina. È anche vero che troppe volte in campo Cassano è sembrato distratto, con la testa altrove, avulso dal gioco della squadra, tanto da attirarsi le critiche della tifoseria barese, che in realtà lo ama tantissimo.
Travolto dal marasma generale, quindi. Ma anche distratto. Da cosa? Dalle voci di mercato, naturalmente. E dalla sua nuova condizione, quella di miliardario.

E sì, perchè è già stato annunciato il trasferimento alla Roma dall’inizio della prossima stagione. Non un trasferimento qualunque, ma uno di quegli affari di mercato destinati a lasciare il segno nella storia del calcio europeo: 60 i miliardi spesi dalla società capitolina per l’acquisizione del suo cartellino, 6 i miliardi (netti) l’anno per 5 stagioni che finiranno sul suo conto in banca. Cifre importanti, che hanno chiaramente frastornato un ragazzo cresciuto non nell’oro e che sicuramente hanno inciso sul suo rendimento in campo. Adesso che è stato tutto sistemato, le cose però dovrebbero migliorare, soprattutto dovrebbe tornargli la serenità. L’anno prossimo, accanto a tanti campioni, Cassano potrà finalmente dimostrare tutto il suo valore, anche in Champions League. E poi avrà una grande guida, quel Fabio Capello che sembra essere l’uomo giusto per trasformare definitivamente un eccezionale talento ancora in fase embrionale in un affermato campione di livello internazionale. Su questo siamo pronti a giurare.

Per finire quindi, ci permettiamo di dare alcuni consigli al “nostro” Antonio affinché possa tornare prestissimo a giocare ai livelli (altissimi) che gli competono e riguadagnare la stima e la simpatia dell’intero ambiente calcistico:

  • finire il campionato nel miglior modo possibile, dando tutto per il suo Bari;
  • ricordarsi che il posto da titolare non può essere garantito, a priori, a nessuno e da nessuno;
  • riconciliarsi con il C.T. Gentile e con i compagni dell’Under: vestire la maglia azzurra è un grandissimo onore ed un dovere;
  • capire che firmare un contratto miliardario non significa essere arrivati: di strada da fare ne ha ancora tantissima;
  • fare attenzione al mondo del calcio che ti porta alle stelle ma che, alle prime avversità, ti rigetta nelle stalle senza tanti preavvisi;
  • quando sarà a Roma, non entrare mai in conflitto (tecnico e/o umano) con l’imperatore giallorosso Francesco Totti: uscirebbe stritolato dal confronto;
  • non scordarsi mai della propria condizione di privilegiato, di ragazzo super-fortunato. I problemi nella vita sono ben altri, non un allenatore che ti lascia per una volta in panchina.

Non ci deludere Antonio!

Raffaele Dambra
Articolo scritto per Itinera Puglia il 26 marzo 2001

Il caso Cassanoultima modifica: 2001-03-26T19:56:00+00:00da raffaeledambra
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