Lug 27, 2000 - Eventi, sport    No Comments

Manuela Levorato regina del Meeting di Barletta 2000

manuela-levorato.jpgDavanti ad una buona cornice di pubblico si è svolta, mercoledì 26 luglio 2000, l’8^ edizione del certame atletico “Disfida di Barletta“, appuntamento clou con la “regina dei giochi olimpici” in Puglia.
E, a proposito di regine, l’indiscussa protagonista della serata è stata la splendida sprinter veneta Manuela Levorato che ha dominato la scena prima trascinando letteralmente la staffetta veloce azzurra al nuovo record italiano di 43″44 (prec. 43″60) che vale l’agognato passaporto per Sydney, poi vincendo con irrisoria facilità la gara dei 100 m sfiorando per un solo centesimo (!) il proprio primato nazionale di 11″20. Nelle interviste del dopo-gara la ventitreenne di Dolo, dopo aver definito “fantastica” la pista di Barletta, ha confessato il suo sogno, forse non tanto proibito: essere l’unica atleta dalla pelle bianca a qualificarsi per la finale olimpica di Sydney. A nostro parere l’attuale personale della Levorato non è forse ancora sufficiente per raggiungere questo eccezionale obiettivo ma le potenzialità per un miglioramento ci sono davvero tutte: d’altronde i grandi campioni si distinguono dagli atleti normali proprio per la capacità di esprimersi al massimo nelle occasioni più importanti. Staremo a vedere.
Ci sembra doveroso, infine, ricordare anche le altre componenti della staffetta che hanno contribuito all’abbattimento del record: Anita Pistone, Daniela Graglia (che nella gara dei 100 ha ottenuto il personale con 11″65) e Manuela Grillo che a fine gara non hanno saputo trattenere le lacrime per l’immensa felicità.

Il resto del programma è stato senza dubbio meno spettacolare ma comunque intenso. Vogliamo segnalare un velocista, sconosciuto al grande pubblico, ma che ha fatto vedere ottime cose: ci riferiamo al mauriziano Bukland che ha vinto sia i 100 (10″29) che i 200 metri (20″43) e soprattutto il tempo sulla doppia distanza è di notevole valore.
Di buon livello tecnico sono state anche le gare dei 110 m ad ostacoli, ad appannaggio del sudafricano Van der Kuyp in 13″83, e dei 400 m maschili vinti da un altro mauriziano, Milazar, con il tempo di 45″87 davanti a Salvucci e all’ugandese Kamoga, ormai lontanissimo parente dello splendido atleta che, 4 anni fa, conquistò una fantastica medaglia di bronzo ad Atlanta.
Negli 800 metri Andrea Giocondi ha purtroppo confermato di non essere più quell’atleta capace di qualificarsi per la finale mondiale del ’95 chiudendo mestamente al terzo posto, dietro al bravo De Meo e a Biwott, con un riscontro cronometrico imbarazzante.
Sempre per restare in tema di campioni non più all’altezza della situazione ci ha fatto tristezza vedere, nella gara dei 3000 metri, due fuoriclasse quali il burundiano Venuste Niyongabo (oro ad Atlanta sui 5000 metri!) ed il nostro Genny Di Napoli arrancare dietro avversari che non li valgono assolutamente: addirittura il nostro atleta ha preferito abbandonare la scena dopo solo un terzo di gara; per lui le olimpiadi rimarranno probabilmente un sogno. Per la cronaca, la gara è stata vinta dal marocchino Abdellak.

Delusione nel salto triplo per la defezione all’ultimo momento di Paolo Camossi: ha così ha avuto vita facile l’aitante e biondo finlandese Johan Meriluoto (16,59 metri), immediatamente divenuto l’idolo indiscusso del pubblico femminile presente sugli spalti dello stadio comunale (così come la Levorato lo è stata per quello maschile).
In campo femminile, Levorato e staffetta a parte, non c’è stato molto altro se non due discrete gare di 1.500 metri e di salto in lungo, vinte rispettivamente dalla Balletta e dalla Pappagallo.

Veramente poche, giusto per trarre un bilancio finale del meeting, le note negative: alcune defezioni (oltre Camossi, assenti dell’ultim’ora anche l’ostacolista Emiliano Pizzoli e l’altista Daniela Galeotti) comunque non imputabili all’organizzazione, i “capricci” del visualizzatore dei riscontri cronometrici (out per circa 20 minuti) ed una certa lentezza nelle premiazioni. Per il resto, tutto perfetto: l’8^ edizione del meeting di Barletta va in archivio ma quel cronometro fermo a 43″44 rimarrà per molto tempo nella memoria dei fortunati spettatori presenti.

Raffaele Dambra
Articolo scritto per Itinera Puglia il 27 luglio 2000

Manuela Levorato regina del Meeting di Barletta 2000ultima modifica: 2000-07-27T19:55:00+00:00da raffaeledambra
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