Feb 14, 2014 - Biografie, sport    No Comments

Pietro Mennea: le grandi vittorie

[…] Le olimpiadi moscovite non erano nate sotto una buona stella. Molti paesi occidentali avevano boicottato i Giochi per protestare contro l’invasione dell’Afghanistan da parte dell’Armata Rossa sovietica. E così gli atleti di U.S.A., Germania Ovest, Canada, Giappone ed altre nazioni importanti erano stati costretti a rimanere a casa. Anche l’Italia in un primo momento non avrebbe dovuto partecipare in quanto il governo aveva espressamente invitato il C.O.N.I. a disertare Mosca, ma il nostro massimo ente sportivo dette prova di grande e saggia autonomia organizzando lo stesso la spedizione olimpica. Il governo italiano se la legò al dito negando alla delegazione azzurra l’uso del nome Italia e del Tricolore nonchè l’autorizzazione agli atleti militari di lasciare il paese: fortunatamente Mennea aveva già svolto gli obblighi di leva…

Pietro era partito per la sede delle Olimpiadi teso e preoccupato per via del clima incerto che circondava l’evento; come abbiamo più volte visto, la mancanza di serenità gli aveva sempre nuociuto. In effetti la prima gara, i 100 metri, non era andata per niente bene tanto che Mennea aveva mancato la qualificazione per la finale, vinta poi dal forte scozzese Alan Wells. Ma lui aveva deciso di puntare tutte le sue chances sulla gara prediletta, i 200 metri.
I turni di accesso alla finale filarono via tranquillamente, era arrivata l’ora della resa dei conti: 28 luglio 1980, ore 20 circa; gli avversari da tenere d’occhio erano Wells (che aveva sorpreso Mennea l’anno precedente in Coppa Europa), il giamaicano Quarrie (l’oro di Montreal) ed il cubano Leonard (autore di brillantissime prestazioni). A Mennea venne assegnata la scomodissima 8^ corsia, quella dove non si ha alcun punto di riferimento perchè gli avversari sono tutti dietro; Pietro non la prese bene e ciò aumentò il suo nervosismo. Wells era dietro di lui, in 7^, Quarrie più distante, in 4^.

Lo starter dette il via: lo scozzese partì come una scheggia, la sua tattica prevedeva di raggiungere e staccare immediatamente Mennea per poi resistergli fino alla fine; quest’ultimo, da parte sua, ebbe una partenza quantomeno prudente, quasi volesse farsi superare dagli altri per poterne studiare la posizione all’entrata del rettilineo. A 50 metri dal termine il barlettano era però ancora in ritardo, almeno Wells sembrava irraggiungibile: qui iniziò una delle più memorabili progressioni della storia dell’atletica moderna, scandita dall’indimenticabile telecronaca del compianto Paolo Rosi:
“….recupera ….recupera ….recupera ….recupera ….recupera ….HA VINTO! ….HA VINTO! …. Pietro Mennea ha compiuto un’impresa straordinaria….”.

Un buono, ma non eccezionale, 20″19 fu il tempo della grande impresa: ma cosa conta il riscontro cronometrico di fronte ad una medaglia d’oro olimpica? Mennea ruppe ogni cerimoniale perchè fu l’unico vincitore a soffiarsi dalle grinfie dei severissimi addetti alla sicurezza sovietici, che avevano l’ordine tassativo di far sparire immediatamente negli spogliatoi i trionfatori delle varie gare: ed invece lui volle portare in giro per tutto lo stadio Lenin il suo famoso indice rivolto verso il cielo e salutare i pochi ma suggestivi tricolori sventolanti. Prima della fine delle Olimpiadi, un’altra soddisfazione: con i compagni Malinverni, Zuliani e Bongiorni si portò a casa il bronzo della 4×400. […]

Raffaele Dambra

N.B.: Stralcio della storia di Pietro Mennea che ho scritto nel 2001 per il sito ufficiale dell’ex campione olimpico. La versione integrale, dagli esordi al ritiro definitivo, la trovate all’indirizzo www.pietromennea.it/vittorie.asp.

Pietro Mennea: le grandi vittorieultima modifica: 2014-02-14T19:55:00+00:00da raffaeledambra
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