Feb 26, 2014 - Biografie, Musica    No Comments

Pink Floyd: piccola biografia della grande band inglese

I Pink Floyd prendono forma nella Londra underground di metà anni Sessanta, per opera di tre studenti di architettura – il bassista Roger Waters, il batterista Nick Mason e il tastierista Richard Wright – a cui si aggiunge poco più tardi il cantante e chitarrista Syd Barrett. In realtà il nome originario della band era Tea Set, poi fu lo stesso Barrett a suggerire la denominazione definitiva in onore dei suoi due bluesman preferiti, Pink Anderson e Floyd Council.

Fin dalle prime esibizioni nei pub londinesi, la band si fa notare, oltre che per lo straripante talento musicale, anche per il sistematico uso di effetti visivi che trasformano i loro concerti in light show.

Dark Side of the Moon dei Pink FloydIl 1967 è un anno decisivo per i Pink Floyd: escono sia il primo singolo Arnold Layne che il primo album The piper at the gates of dawn, pietra miliare del rock psichedelico grazie a brani come Astronomy Domine ed Interstellar overdrive. Il disco resta purtroppo l’unica perla di Syd Barrett, che a causa di disturbi mentali provocati dal massiccio uso di Lsd viene allontanato dalla band. Al suo posto subentra David Gilmour, amico di vecchia data di Waters.

A Saucerful of Secrets del 1968 è il secondo album dei Pink Floyd, l’ultimo nel quale compare ancora qualche sprazzo della geniale follia di Barrett, specie nella bellissima Jugband blues.

Il 1969 è un anno molto impegnativo per la band, che da alle stampe ben due lavori: la colonna sonora del film More di Barbet Schroeder e il monumentale doppio album Ummagumma. Le incursioni dei Pink Floyd nel mondo del cinema continuano anche l’anno seguente con il contributo alla soundtrack del mitico Zabriskie Point di Antonioni e poi ancora con il disco Obscured by clouds per il film La Vallée dello stesso Schroeder.

Nel frattempo escono altri due album inediti, a testimonianza di un periodo di spaventosa creatività: Atom Heart Mother e Meddle. Quest’ultimo contiene la leggendaria Echoes, considerata da molti il capolavoro dell’intera carriera dei Pink Floyd. E’ anche di quei tempi il film Live at Pompei.

1973, anno di grazia: il mondo intero viene beneficiato dell’uscita di The dark side of the Moon, uno dei migliori album, se non il migliore, della storia del rock. Il disco, che contiene brani immortali della discografia dei Pink Floyd come Time, Breathe, The great gig in the sky, Money e Us and theme, vende circa 30 milioni di copie e porta la band ad effettuare l’ennesimo lungo ed estenuante tour mondiale ricco di indimenticabili light show.

Wish you were here del 1975 è in gran parte dedicato al vecchio compagno Syd Barrett: è lui, infatti, il diamante pazzo della spettacolosa Shine on you crazy diamond che apre e chiude il disco.

Animals del 1977 porta in dote la bellissima Sheep, ma per molti è solo un punto di passaggio per un altro capolavoro della band: il concept album The Wall, firmato quasi esclusivamente da Roger Waters. The Wall esce il 30 novembre 1979 e sulle quattro facciate dei vinili racconta la storia di Pink, una rockstar stritolata dalle infernali regole dello show business che hanno creato un muro invalicabile tra lui e la gente comune. Il disco, che contiene brani memorabili come Another brick in the wall, Hey you e Comfortably numb, viene poi completato da un fenomenale tour e, nel 1982, dall’omonimo film di Alan Parker che porta sul grande schermo la storia di Pink.

The Wall segna probabilmente il canto del cigno della band: l’ultimo atto con la line-up classica è The Final Cut del 1983, dopo di ché Roger Waters decreta d’autorità lo scioglimento del gruppo ritenendo ormai esaurita la vena creativa. Ne segue una lunga e penosa vicenda legale sull’utilizzo del nome che vede vincitori David Gilmour e gli altri: i Pink Floyd rinascono senza Waters, confezionando due album deliziosi come A momentary laps of reason del 1987 e The division bell del 1994, poi lo stop definitivo.

L’ultimo e inaspettato regalo ai fan è la partecipazione al Live 8 del 2 luglio 2005 a Londra: ad oltre 20 anni di distanza dal tour di The Wall, Waters, Gilmour, Wright e Mason tornano a calcare insieme lo stesso palcoscenico. Tre anni più tardi il tastierista Richard Wright muore per un male incurabile, 26 mesi dopo il diamante pazzo Syd Barrett.

Raffaele Dambra
(dicembre 2010)

Pink Floyd: piccola biografia della grande band ingleseultima modifica: 2014-02-26T22:53:39+00:00da raffaeledambra
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