Feb 15, 2014 - Biografie, sport    No Comments

Romeo Sacchetti, il gigante di Altamura

Questa volta ci occupiamo di basket e precisamente di un ottimo cestista proveniente dalla nostra regione: Romeo “Meo” Sacchetti, ala-guardia di eccellente valore. 

Nasce ad Altamura il 20 agosto 1953 ma ben presto si trasferisce al nord, precisamente a Novara, insieme ai genitori (siamo negli anni ’50, di pane dalle nostre parti ce n’era poco…). Si avvicina alla pallacanestro a 16 anni, quando entra a far parte della Wild Novara. Nel 1971 passa ad Asti, in serie B, conquistando subito la promozione nella massima serie nella quale, quindi, esordisce nella stagione 1972-73.

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Per uno scherzo del destino la sua prima avversaria è la mitica Ignis Varese di Meneghin e Morse, ovvero il club di cui diventerà la bandiera negli anni ’80; compagni di squadra di quella prima avventura nella massima serie sono Caglieris, Frediani, Merlati, De Simone, Kirkland e Benevelli.
L’anno successivo Asti cede il titolo sportivo al Torino ed anche Sacchetti si trasferisce all’ombra della Mole, dove si ferma per 3 stagioni prima di venir ingaggiato dalla Fortitudo Bologna; ritorna nel capoluogo piemontese nel ’79 e ci resta fino all’83, quando si trasferisce alla Pallacanestro Varese dalla quale non si stacca più fino al termine della carriera nel 1991, a 38 anni.

Sacchetti viene considerato uno dei più forti giocatori italiani di sempre anche se, probabilmente, ha vinto meno rispetto ai suoi meriti. A volte è anche questione di fortuna, di trovarsi nel posto giusto al momento giusto e “Meo” ha avuto il “torto” di trasferirsi a Varese quando la grande epopea della squadra lombarda si era già conclusa; inoltre l’altamurano è stato anche assai sfortunato, vista la collezione di beffardi secondi posti: in campionato nel ’90 (condito da un infortunio che gli impedisce di giocare al meglio le finali), in coppa Korac nell’85 e in coppa Italia nell’85 e nell’88 ai quali vanno aggiunti anche due terzi posti, sempre in campionato.

romeo sacchettiLe più grandi soddisfazioni Sacchetti le raccoglie in Nazionale, nella quale esordisce il 21 maggio 1977 contro il Messico raccogliendo 135 presenze: è medaglia d’argento alle Olimpiadi dei Mosca nel 1980 dove solo la Jugoslavia nega agli azzurri, che in precedenza avevano battuto i padroni di casa sovietici, un imprevedibile trionfo; è però oro agli Europei di Nantes del 1983, la prima grande vittoria del nostro basket, nella quale è ottimo protagonista dalla prima partita fino alla finale contro la Spagna. Ci pare doveroso ricordare i cestisti che accompagnarono “Meo” in quella storica conquista: Bonamico, Brunamonti, Caglieris, Costa, Gilardi, Marzorati, Meneghin, Riva, Tonut, Vecchiato e Villalta, più il coach Sandro Gamba; infine Sacchetti si porta a casa un bronzino agli Europei di Stoccarda del 1985.
Come abbiamo accennato in precedenza, il baffuto Romeo lascia definitivamente il parquet nel 1991 in seguito ad un grave infortunio (l’ennesimo della sua carriera) occorsogli in una partita contro Trieste: a Varese in campionato disputa 230 gare segnando 3026 punti, rimanendovi poi per qualche tempo, dopo il ritiro, come team-manager
.

Le doti tecniche da ricordare di Sacchetti sono l’implacabilità difensiva, la capacità di lottare anche a rimbalzo, oltre al discreto tiro. Inoltre è stato aiutato dal suo fisico particolare: troppo pesante per le guardie avversarie e troppo veloce per i lunghi. Negli ultimi anni ha intrapreso la carriera di allenatore.

 

Raffaele Dambra
Articolo scritto per Itinera Puglia il 6 febbraio 2002

Romeo Sacchetti, il gigante di Altamuraultima modifica: 2014-02-15T16:33:00+00:00da raffaeledambra
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